mercoledì 11 febbraio 2009

Filo d'aria



-Salute!- gli dissi.E guardai nello specchio il mio primo riso da matto.
Dunque, niente: questo. Se vi par poco! Ecco una prima lista delle riflessioni rovinose e delle terribili conclusioni derivate dall'innocente momentaneo piacere che Dida mia moglie aveva voluto prendersi. Dico, di farmi notare che il mio naso mi pendeva verso destra.
Riflessione:
1°- che io non ero per gli altri quel che finora avevo creduto d'essere per me;2°- che non potevo vedermi vivere;3°- che non potendo vedermi vivere restavo estraneo a me stesso, cioè uno che gli altri potevano vedere e conoscere, ciascuno a modo suo; e io no;4°- che era impossibile pormi davanti questo estraneo per vederlo e conoscerlo, io potevo vedermi, non già vederlo;5°- che il mio corpo, se lo consideravo da fuori, era per me un'apparizione di sogno; una cosa che non sapeva di vivere e che restava lì, in attesa che qualcuno se la prendesse;6°- che, come me lo prendevo io, questo mio corpo, per essere a volta a volta quale mi volevo e mi sentivo, così se lo poteva prendere qualunque altro per dargli una realtà a modo suo;7°- che infine quel corpo per sé stesso era tanto niente e tanto nessuno, che un filo d'aria poteva farlo starnutire, oggi, e domani portarselo via
Luigi Pirandello











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